Newsletter di maggio

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Magnifica humanitas, la prima enciclica dedicata all’AI

Questo mese Stefano consiglia la lettura di “Magnifica humanitas”, la prima enciclica di Papa Leone XIV. Firmata a 135 anni esatti dalla celebre “Rerum novarum” di Leone XIII, affronta un tema essenziale per il nostro presente: la “custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. Uno spunto prezioso per ampliare il nostro sguardo e riflettere sull’impatto rivoluzionario dell’AI nella nostra quotidianità.
su Tlon
Lo spot Iliad con Megan Gale che ha scatenato una guerra con Fastweb+Vodafone
Megan Gale è tornata protagonista di uno spot, questa volta firmato Iliad, riattivando l’immaginario iconico degli anni d’oro di Omnitel e Vodafone. Ma la nostalgia si è presto trasformata in tensione: Fastweb+Vodafone ha infatti inviato una diffida per bloccare la campagna, contestando il richiamo implicito al passato della testimonial.
Come segnala Alessia, la risposta non si è fatta attendere, dato che il CEO di Iliad Italia Benedetto Levi ha pubblicato integralmente su LinkedIn la diffida ricevuta. Un gesto che evidenzia come la disintermediazione stia ridefinendo le regole della comunicazione, permettendo di trasformare potenziali crisi reputazionali in storie condivise, riprendendo le redini della narrazione e amplificando la risonanza anche sui media tradizionali.
su Il Post

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Amazônia: un brand vivo che unisce cultura, natura e futuro

Da una visione condivisa nasce Amazônia, il primo brand unificato della foresta brasiliana, segnalato da Laura. Un sistema identitario innovativo e “vivente”, modellato sulle curve autentiche del Rio delle Amazzoni, racconta la ricchezza di un territorio unico, fatto di culture, paesaggi e comunità. Da questo approccio prende vita anche un font esclusivo, sviluppato a partire dai tracciati reali dei suoi corsi d’acqua. Ne deriva un linguaggio visivo organico e coerente, capace di esprimere in modo autentico l’identità profonda della regione.
su Future Brand
AI
“AI washing”: sempre più aziende vogliono posizionarsi come realtà innovative senza esserlo realmente

Diego ci segnala il trend per cui le aziende tendono a volersi associare, anche in maniera forzata, al mondo dell’AI. Il fenomeno, definito “AI washing”, nasce dal tentativo di sfruttare il forte interesse mediatico e finanziario verso l’AI. I professionisti della comunicazione raccontano di essere spesso spinti a promuovere prodotti o aziende “AI-powered” con collegamenti molto deboli all’intelligenza artificiale reale. Cresce intanto anche il dibattito sul rischio che l’AI si trasformi in una semplice buzzword di marketing, più utile al posizionamento che all’innovazione concreta.
su The Guardian
Il premio letterario vinto dall’AI senza che la giuria se ne accorgesse
Un racconto vincitore del “Commonwealth Short Story Prize 2026” sarebbe stato generato interamente dall’intelligenza artificiale, sollevando polemiche nel mondo letterario. L’articolo, segnalato da Marta, evidenzia la difficoltà anche per esperti e giurie di distinguere tra testi umani e artificiali: emergono così i limiti degli attuali sistemi di valutazione e la crescente capacità delle AI di imitare lo stile letterario.

Anthropic ha distrutto milioni di libri cartacei per addestrare Claude

Pietro segnala il caso “Project Panama”, il programma interno con cui Anthropic avrebbe acquistato, smembrato e digitalizzato milioni di libri usati per addestrare Claude. I documenti emersi durante una class action sul copyright raccontano un processo industriale pensato per trasformare libri fisici in dataset destinati all’AI, riaprendo il dibattito sui limiti etici e legali dell’addestramento dei modelli generativi.
su Wired


