Newsletter di settembre

AI
L’AI entra in RAI con l’avatar Ipazia

A Codice, il programma di Rai 1 condotto da Barbara Carfagna, debutta Ipazia, un avatar basato sull’intelligenza artificiale capace di rispondere in diretta, dialogare e porre domande agli ospiti. Giovanna sottolinea che il progetto punta anche a valorizzare l’archivio costruito in dieci anni di trasmissioni: in prospettiva, gli utenti potrebbero interrogare direttamente su RaiPlay interviste, reportage e approfondimenti del programma, trasformando l’archivio televisivo in una base di conoscenza interattiva.
su Adnkronos
GPT-& Astra: siamo sempre più vicini all’AGI?
OpenAI presenta GPT-6 Astra, il suo nuovo modello di intelligenza artificiale, con risultati record nei test di matematica, scienza e ragionamento e una maggiore capacità di svolgere attività complesse in autonomia. Pietro sottolinea che, secondo l’azienda, questi progressi potrebbero rappresentare un ulteriore passo verso l’AGI – Artificial General Intelligence -, un’intelligenza artificiale con capacità più generali e paragonabili a quelle umane.
Ma più aumentano le capacità, più cresce l’attenzione alla sicurezza: OpenAI ha infatti previsto nuove misure di controllo e un rilascio graduale del modello.
su Repubblica

Content
Per i brand l’età non è solo un numero

Un approfondimento segnalato da Nicholas, racconta un fenomeno sempre più interessante: i brand stanno guardando con maggiore attenzione a creator più adulti, soprattutto elder millennial e Gen X, capaci di portare nei contenuti esperienze di vita più concrete e difficili da replicare artificialmente. Crescendo insieme alle proprie community, questi creator si trovano oggi a raccontare temi più personali e sfumature della vita adulta, costruendo un rapporto sempre più profondo con chi li segue. Per i brand questo si traduce in partnership più durature e meno legate alla singola campagna, dove la storia del creator diventa parte integrante della collaborazione. In un panorama sempre più affollato di contenuti perfetti e generati dall’AI, forse è proprio la vita vera a fare la differenza.
su Digi Day
Features
Aumentano le views su YouTube
Grandi cambiamenti in quel di YouTube: da ormai qualche settimana le visualizzazioni vengono conteggiate non appena si apre un video, e non più dopo qualche secondo.
Come ci ricorda Stefano, la sostanza non cambia ma aziende e creator non si lamenteranno certo di vedere i propri contenuti con più views del solito!
su Il Post

Facebook: i post con link diventano sempre meno centrali

Meta sta testando una nuova limitazione che permette ad alcune pagine Facebook di pubblicare solo due post con link esterni al mese, ad eccezione delle pagine che sottoscrivono un abbonamento a pagamento. La novità si inserisce in una progressiva riduzione della visibilità dei contenuti che portano gli utenti fuori dalla piattaforma e che, come sottolinea Alice, testimonia il cambiamento strutturale delle piattaforme social in atto, già evidente anche su LinkedIn.
Su Meta fare pubblicità costa il 3% in più
Gianluca ci segnala che dal 1° luglio Meta ha introdotto un supplemento del 3% sulle inserzioni rivolte al pubblico italiano, trasferendo sugli inserzionisti parte dei costi legati alle imposte sui servizi digitali.
Un aumento che può sembrare contenuto, ma sui budget più consistenti o sulle campagne continuative può iniziare a farsi sentire, soprattutto considerando che misure simili stanno interessando anche altri mercati europei.
su Reuters



