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GREENWASHING: dal 27 settembre le imprese alla prova delle nuove regole

17 Settembre 2026

A Milano il confronto promosso da iCorporate e Greenberg Traurig Milano. Dal 27 settembre le imprese sono chiamate a ripensare la governance della comunicazione di sostenibilità, conciliando solidità dei claim, conformità normativa ed efficacia dei messaggi. 

Si è svolto mercoledì 16 settembre, presso la sede di Greenberg Traurig Milano, l’incontro “Greenwashing: conto alla rovescia”, promosso da iCorporate e Greenberg Traurig Milano per fare il punto sulle disposizioni contro il greenwashing introdotte dalla Direttiva (UE) 2024/825, recepita in Italia dal D.Lgs. n. 30/2026, che diventeranno applicabili dal 27 settembre. 

A pochi giorni dall’entrata in vigore, il dibattito ha riunito professionisti e responsabili aziendali delle funzioni legal, sostenibilità, comunicazione e marketing per confrontarsi su come le nuove norme cambiano il modo di comunicare la sostenibilità e ridefiniscono i processi di elaborazione e validazione dei contenuti. Al centro dell’incontro, la necessità di una nuova governance aziendale fondata sul coordinamento tra queste funzioni per prevenire i rischi di greenwashing e coniugare compliance ed efficacia dei messaggi. 

La necessità di contenuti chiari, specifici e documentabili riguarda packaging, campagne pubblicitarie, siti web e social media: le nuove regole richiedono un presidio coerente nella comunicazione corporate, di brand e di prodotto. Lo stesso principio si applica ai contenuti affidati a creator e influencer, per i quali le aziende dovranno fornire indicazioni precise, conciliando trasparenza e immediatezza del linguaggio social. 

Dopo l’inquadramento normativo di Camilla Di Fonzo, Senior Associate di Greenberg Traurig Milano, il confronto, moderato da Viviana Poletti, Senior Advisor Reputation & Sustainability di iCorporate, ha visto gli interventi di Marcello Donini, Corporate Social Responsibility Manager di E.ON Italia; Elena Ramacciotti, Legal Affairs Manager di Davines Group; Benedetta Chiaramonte, Legal Counsel di Ferragamo; Alessandro Fatini Del Grande, Head of ESG di Haier Europe; e Gianluca Baroni, Founder di HeiMI. Le conclusioni sono state affidate a Luigi Fontanesi, Partner di Greenberg Traurig Milano. 

L’incontro si inserisce nella collaborazione tra iCorporate e Greenberg Traurig Milano, nata per guidare le imprese nel nuovo scenario normativo anti greenwashing attraverso una consulenza integrata che accompagna l’intero processo: dalla definizione di responsabilità e flussi di approvazione alla formazione interna, alla messa a punto di Linee Guida, fino alla validazione dei contenuti testuali e visuali sotto il profilo legale, reputazionale e comunicativo. 

«Molti paventavano che le nuove norme avrebbero favorito il greenhushing, spingendo le imprese a comunicare meno per evitare rischi. Il confronto di ieri ci ha mostrato una prospettiva diversa: pur nella complessità tecnica e legale, le nuove regole possono diventare uno stimolo a una maggiore trasparenza, capace di generare fiducia e valore.» ha dichiarato Viviana Poletti, Senior Advisor Reputation & Sustainability di iCorporate 

«Il messaggio delle autorità è chiaro: nessuna proroga o deroga rispetto al termine del 27 settembre per la piena conformità. Con riferimento all’old stock, tuttavia, le autorità potranno tenere conto delle difficoltà concrete e documentate riscontrate dalle imprese nell’adeguamento. La priorità, in questi ultimi giorni, è quindi intervenire su quanto è immediatamente modificabile – a partire dalla comunicazione online – e documentare le misure adottate per assicurare la compliance.» ha dichiarato Camilla Di Fonzo, Senior Associate di Greenberg Traurig Milano 

«Adeguarsi alle nuove regole non significa semplicemente sostituire alcune parole o rendere più prudenti i claim: significa ripensare il processo che porta alla loro formulazione e approvazione. Occorre una governance realmente trasversale, nella quale sostenibilità, marketing, comunicazione e legal lavorino insieme, mettendo a fattor comune competenze diverse lungo tutto il processo di elaborazione, validazione e aggiornamento dei claim.» ha dichiarato Luigi Fontanesi, Partner di Greenberg Traurig Milano 

«L’entrata in applicazione delle nuove regole porrà una sfida precisa: trovare il giusto equilibrio tra controllo e responsabilizzazione. Rigore e tracciabilità dovranno accompagnare i contenuti fin dalla loro ideazione, attraverso il dialogo tra competenze tecniche, comunicative e legali.» ha dichiarato Elena Ramacciotti, Legal Affairs Manager di Davines Group 

«La transizione energetica richiede tecnologie e investimenti, ma anche una comunicazione responsabile. Oggi più che mai, ogni green claim deve essere supportato da evidenze concrete, perché la fiducia di clienti, istituzioni e stakeholder è una delle risorse più preziose per costruire un futuro sostenibile.»  ha dichiarato Marcello Donini, Corporate Social Responsibility Manager di E.ON Italia 

«La conformità ai nuovi requisiti in materia di comunicazioni ESG rappresenta per i brand del settore del lusso un imperativo tanto giuridico quanto reputazionale. L’impegno alla sostenibilità deve essere una promessa documentata, verificabile e coerente lungo tutta la catena distributiva ed è per questo importante che i team legal, sustainability e comunicazione lavorino in sinergia con l’obiettivo di strutturare un processo interno conforme ai nuovi requisiti europei.» ha dichiarato Benedetta Chiaramonte, Legal Counsel di Ferragamo 

«La nuova normativa sui green claims deve essere vista come un’opportunità per renderla più credibile ed efficace. Le aziende che integreranno sostenibilità, marketing e compliance nei propri processi saranno quelle che riusciranno a trasformare la trasparenza in un vantaggio competitivo. In Haier Europe stiamo lavorando proprio per costruire questo approccio.» ha dichiarato Alessandro Fatini Del Grande, EEHS, Sustainability & Regulatory Affairs Manager di Haier Europe 

«Sui social la sostenibilità ha ancora troppo poco spazio, nonostante i segnali del cambiamento climatico siano sempre più evidenti. Servono linee guida chiare da parte dei brand, che permettano ai content creator di muoversi agilmente nella normativa senza ostacolarne la creatività.» ha dichiarato Gianluca Baroni, Founder di HeiMI 

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